giovedì 26 febbraio 2009

Le Radici Cristiane dell’Europa


Da qualche anno sentiamo periodicamente esponenti della curia, quando non il Papa direttamente, dolersi per il mancato riconoscimento delle, presunte, Radici Cristiane, nella carta costitutiva dell’Europa Unita.
Vorrei esporre qualche riflessione sul tema.

silvestro_i_e_constantino

Se non mi inganno furono già i greci a definire Europa la parte più occidentale dell’Eurasia e in quelle terre le religioni dominanti erano politeiste con qualche sporadica presenza di animismo. Se le nostre radici risalgono a quell’epoca allora esse sono pagane, politeiste. Se la cultura e la civiltà greca, romana, etrusca, magno greca, celtica hanno un senso, se hanno lasciato una traccia nel nostro essere di oggi, allora le nostre radici sono politeiste e multiculturali. Ma non credo che il Papa, o chi per lui, voglia andare così indietro nel tempo, magari essi si rifanno ad una epoca più tarda, quando l’Europa si staglia, differenziandosi nettamente, nel panorama politico circostante, alla fondazione cioè del Sacro Romano Impero!

Il concetto di Europa, come soggetto politico, lo facciamo solitamente risalire all’impresa di Carlo Magno ed alla sua fondazione di un impero “ideologicamente” cristiano.
E’ a questa fondazione che sono riferite le pretese curiali di una radice cristiana dell’Europa? Purtroppo non ho letto i documenti della Chiesa ma non può essere altrimenti, solo dal medioevo l’Europa è cristiana, allora non di radici si dovrebbe parlare ma del tronco, quello si, è cristiano. L’Europa, come concetto politico, nasce oggettivamente nel nome del cristianesimo, ma quella non era una Europa di cui andare poi tanto fieri. Almeno non secondo i canoni etici di oggi.

Se proprio si vuole far partire la storia europea dal Natale dell’anno 800, con l’incoronazione di Carlo ad Imperatore del Sacro Romano Impero, allora non possiamo evitare di ricordare che a differenza delle civiltà precedenti, ormai vigeva un regime totalitario, la cristianizzazione procedeva con metodi coercitivi, nessuna libertà di culto era concessa, nessuna dignità era riconosciuta a credi non ortodossi. Le vecchie religioni erano state estirpate con il ferro, soffocate nel sangue. Carlo ha continuato l’opera eliminando le ultime sacche di politeismo, ma non con l’amorevole predicazione, bensì con trenta anni di guerra senza quartiere, contro i pagani. Se l’Europa nasce cristiana allora, allo stesso tempo, nasce intollerante, con un dispotismo ideologico assoluto. In occidente è stato il cristianesimo ad inventare lo stato totalitario, il pensiero unico, la censura sistematica, la distruzione della memoria altrui. Se tutto questo non bastasse allora ricordiamoci che l’Europa Carolingia che nasce grazie ad una gigantesca truffa giuridica, la celeberrima falsa donazione di Costantino(1), grazie alla quale i papi hanno potuto rivendicare fraudolentemente, per almeno 600 anni, un diritto di proprietà su tutta la parte occidentale dell’antico impero dei Cesari.

Si è trattato della maggiore “appropriazione indebita” della storia mondiale. Questa pratica, diffusa com’è a tutt’oggi, può ben considerarsi una radice cristiana dell’Europa!

Alberto Dito

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