venerdì 20 marzo 2009

Confesso: Io Sono un Alieno


“L’invasione degli ultracorpi” di Don Siegel è un grande  film di fantascienza che molti di voi avranno visto. L’asse della “normalità” velocemente si sposta dagli umani, in senso stretto, agli umani-cloni-baccelloni tanto che, alla fine, ci si chiede se è normale chi continua a resistere o se non sia, al contrario, proprio questa resistenza un segno di “alienità“. Io mi sento così, come il protagonista di questo film che continua, oltre l’evidenza delle cose, oltre la ragionevolezza, a resistere divenendo, così, il vero alieno.

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Ci sono segnali inquietanti che mi dicono che le cose stanno così, ad esempio io, negli anni passati, ho pianto e mi potrebbe succedere ancora: ho pianto quando i carri armati russi sono entrati a Praga nel 1968, ho pianto quando è morto Berlinguer, quando ho partecipato a Genova ai funerali di Guido Rossa, operaio e  comunista, ucciso dalle BR, quando ho visto le immagini di Falluja bruciata, insieme ai suoi abitanti, dal fosforo bianco.

Dunque quello di cui parlo non è un pianto “privato” ( questo, se c’è e quando c’è, me lo tengo per me) ma si impasta, strettamente, con la storia, forse è la presa d’atto di capitoli che si chiudono con la quasi certezza che quelli che si stanno aprendo non saranno migliori. Tutto questo non è “normale”, piangere per queste cose è, indubbiamente, da alieni.

Di più. Continuo a coltivare quel perverso sentimento chiamato indignazione : m’indigno quando il nostro (anzi vostro, forse, non mio) Presidente del Consigli fa battute su desaparecidos argentini, quando leggo il quotidiano bollettino di guerra dei morti sul lavoro, quando vedo crescere il razzismo e l’intolleranza.

Dunque, piango e mi indigno : si può essere più alieni di così?
Qualche volta mi viene il dubbio che gli alieni, i baccelloni siano gli altri ma poi mi dico che solo i presuntuosi o i matti possono pensare d’avere ragione, di pensare che un muro sia bianco quando tutti o quasi tutti dicono che è nero, dunque mi rassegno, il muro, certamente, sarà nero e io, senza dubbio, sono un alieno : bisogna imparare a convivere con ciò che siamo e io ci sto provando.

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tenebra

Sito Originale: www.mentecritica.net

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