Leggo su “la Repubblica” del 4 marzo un articolo dal titolo suggestivo: “Ora anche la Chiesa accoglie Darwin”. In estrema sintesi si parla di un approccio positivo da parte delle gerarchie cattoliche alla teoria evoluzionista che proprio da Darwin prende le mosse. Leggo, tra le altre cose “qualunque sia il modo in cui la creazione è venuta in essere e si è evoluta, alla fine crediamo sia comunque Dio il creatore di tutte le cose”. Questa dichiarazione sarebbe del cardinale William Levada, successore di Ratzinger alla guida dell’ex Sant’Uffizio, dunque una personalità importantissima nelle gerarchie cattoliche. La cosa non può che farmi piacere, come credo a molti, perché lascia presagire positive ricadute nel rapporto tra intellettuali laici e cattolici, sicuramente avrà effetti positivi nel dialogo tra credenti e non credenti.
Stando all’articolo in questione, dichiarazioni di eminenti esponenti della Chiesa Cattolica sostengono che non c’è contraddizione tra darvinismo e fede.
Questa posizione la conosco da qualche decennio, la udii dall’insegnante di religione al liceo, che si espresse più o meno così: “se l’uomo deriva dalla scimmia allora vorrà dire che Dio ha creato la scimmia! Cosa cambia?”
Effettivamente non sembrava cambiare molto, Dio usciva dalla porta (il Genesi) per rientrare dalla finestra (la teoria di Darwin). Sembrava soltanto però, perché le cose cambiavano prospettiva e di molto, me ne resi conto dopo una lunga riflessione.
Nel Genesi, Dio crea dal nulla (dalla polvere) l’uomo e la donna(1), li fa a “sua immagine e somiglianza”. Essi sono creati completi e compiuti, coscienti di se e del mondo, coscienti altresì del Creatore, con cui intrattengono rapporti privilegiati potendo comunicare con lui direttamente. In questo rapporto privilegiato viene inserito un divieto, quello di non cibarsi del “frutto proibito”.
Adamo ed Eva, sempre nel pieno delle loro facoltà mentali, nella totale disponibilità del loro “libero arbitrio” (questo solo per il cattolicesimo) commettono l’atto di ribellione, di rifiuto dell’amore di Dio, seguono il Tentatore e consumano il frutto proibito! Da qui la loro condanna, che avrà effetti anche su tutta la loro discendenza, sino alla fine del tempo.
Partendo da questo peccato tutta la storia futura dell’umanità si sviluppa in coerenza con esso peccato. Siamo stati condannati all’infelicità ed alla dannazione eterna (questo secondo il cristianesimo) (2) per il peccato commesso dai nostri progenitori. Da questa situazione senza uscita ci tira fuori il Cristo che, grazie al suo sacrificio di sangue, ci libera da uno degli effetti del peccato: la condanna alla eterna dannazione, grazie a Lui non siamo necessariamente e obbligatoriamente condannati all’eterno inferno, possiamo salvarci se ci battezziamo e se, pur commettendo altri peccati, ce ne pentiamo prima di morire (non so se questo vale per tutti i cristianesimi).
Bene, se la Chiesa Cattolica accetta la teoria evoluzionista, anche se inquadrata nel “disegno intelligente”, come farà a tenere in piedi ancora il peccato originario? Se non è mai esistita una coppia “prototipo” libera dal peccato come spiegare la “Colpa” dell’umanità?
Se l’umanità si è evoluta, nell’attuale stato, attraverso una serie innumerevole di nascite e morti, di generazioni e generazioni di esseri umani, se non è partita da una coppia “pura”, allora non è impossibile separare in un prima e un dopo la storia del mondo, anzi dell’umanità? Nel Genesi, Adamo ed Eva nascono senza peccato perché è Dio stesso a crearli, nel caso dell’evoluzione, non esistendo la coppia prototipo, creata pura, non c’è la possibilità della corruzione e dunque del peccato.
Allora il peccato originario non può esistere perché, se si accetta una qualunque impostazione evoluzionista, non può essere accettato, conseguentemente, il racconto del Genesi. Infatti esso è assolutamente improponibile alla luce delle conoscenze attuali (archeologia, genetica, geologia), e non c’è una terza posizione possibile, nemmeno aggrappandosi a qualsivoglia “disegno”. Bisogna scegliere o la creazione dal nulla dell’uomo (peccato sì) o l’evoluzione (peccato no).
Pertanto, se i religiosi o i semplici credenti, accettano una qualsiasi versione della teoria dell’evoluzione, ne devono obbligatoriamente (è una questione di logica) concludere che Gesù non aveva alcun bisogno di immolarsi in Croce per salvarci da un peccato inesistente, se è morto in croce sarà stato per qualche altro motivo. In questo secondo caso non aveva bisogno di essere figlio di Dio, né di appartenere alla Trinità, perché questo si sarebbe reso necessario solo nel caso dovesse salvarci dal “Peccatone”, dato che Dio Padre ci aveva condannati solo Dio Figlio poteva assolverci. Il battesimo è privo di senso perché non esiste il motivo che lo renderebbe necessario!
Mi apparve chiaro quasi da subito che l’idea dell’insegnante di religione minava le basi stesse del magistero cattolico, tanto che mi convinsi che mai la Chiesa avrebbe potuto accettare nessuna teoria evoluzionista, pena la distruzione dei suoi stessi pilastri concettuali, primo fra tutti la venuta di Cristo come Salvatore (niente Peccato, niente Salvatore).
Ecco io vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c’è di errato nel mio ragionamento, perché non può essere che questo sia corretto e nessuno, all’interno del mondo cattolico, si sia accorto dei pericoli del “Disegno Intelligente” per l’impianto biblico e per la dottrina cattolica!
N.d.R.:
La questione è ampiamente dibattuta.
- Qui un aggiornamento per Insegnanti di Religione Cattolica sul tema.
- Qui la risposta di un sacerdote ad identico quesito.
- Qui un dibattito tra utenti della rete.
- Altri link utili: Zenit, Repubblica.It, La riflessione di Joseph Ratzinger sull’evoluzione, Kattolikamente.
Articoli collegati:
- Forme Godibili di Libertà (5.147) In Danimarca la prima maratona di masturbazione in Europa ROMA...
Sito Originale: www.mentecritica.net
Nessun commento:
Posta un commento