Il tempo è un magistrato inesorabile. Ha fatto giustizia delle fastose miserie del passato numerose volte. La nostra terra è disseminata delle rovine di imperi eterni e le ossa di tanti uomini immortali oggi sono polvere dimenticata. E’ per questo che, sempre più spesso, mi chiedo quale sarà il giudizio che daranno di noi, italiani di questo tempo, gli italiani di domani. Quelli che tra un secolo o più, per diletto o per lavoro, si troveranno a studiare la povera storia di questi anni nefasti.
Provando, per un attimo, a proiettare nel futuro quelli che sono gli accadimenti di oggi, intravedo pochissima nobiltà e tanta, forse troppa meschinità. Quello che verrà rappresentato nei libri di storia futuri, quando anche gli interessi che dominano l’opinione e la comunicazione odierna saranno seppelliti, è il quadro di una nazione stanca, senza nessuno stimolo intellettuale e civile, arroccata nella difesa delle povere cose inutili che si è trovata ad accumulare sotto la pressione della pubblicità.
Mi chiedo (ed ho paura della risposta) quali saranno le immagini e le parole che lasceremo ai nostri figli, confuse e perse nel mare di fatti inutili, trasmissioni vuote, vittorie calcistiche e lunghi, sterili libri scritti da gente che non ha nulla da raccontare.
Vorrei trovare, ma non posso, un evento, un segno, delle parole che raccontino un atto di impegno, un gesto di coraggio, una presa di posizione forte di un popolo che oggi mi appare senza volto e senza carattere.
Non so se per qualche oscuro miracolo informatico, queste parole potranno valicare l’oceano di tempo che mi separa dal futuro e giungere intatte a un italiano di domani. Se questo accadesse vorrei dirgli che anche in questi giorni, anche in questi anni tristi, sono vissute, sole ed isolate, persone che si rendevano conto di ciò che le circondava e ne hanno sofferto consapevolmente lo squallore.
La storia la scrivono i vincitori e molti italiani di oggi sono degli sconfitti, saranno dimenticati. Eppure sono esistiti.
Non eravamo tutti così.
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Gianalessio Ridolfi PacificiSito Originale: www.mentecritica.net
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