venerdì 20 marzo 2009

Cronaca di Silenziose Solitudini


Ho imboccato questo tratto di strada esattamente due anni fa. Io e un gruppo di persone ormai rarefatto e remoto. Quando scrissi il primo articolo di MenteCritica mi percepivo sospeso in un’atmosfera crepuscolare. Sentivo il dovere mettere in pratica il mio diritto di cittadino perché ciò che mi circondava mi sembrava tetro, nefasto, minaccioso.


Ora sono trascorsi due anni e con la stessa onestà intellettuale alla quale mi sono sempre dolorosamente e faticosamente attenuto, sento il dovere di trarre un bilancio personale di questa esperienza.

libiamo

In due anni ho scritto decine di migliaia di parole e letto trenta volte tanto. Ho conosciuto virtualmente centinaia di persone. Sono stato testimone di fatti meschini e di slanci di candida generosità. Ho letto nel cuore di molti la convinzione, forse ingenua, di essere artefici di un futuro, di un futuro qualsiasi, ma di un futuro. Sotto le chiacchiere di altri ho potuto leggere l’opportunismo ipocrita di chi si dice diverso essendo tristemente uguale.

Il paese di due anni fa non mi piaceva. Il paese di oggi, il paese in cui vivo, mi appare peggiore. Mi ritrovo con l’esercito a presidiare i crocicchi tanto nelle caserme non serve a nulla (allora aboliamolo), i cittadini organizzati in ronde (non sono armati, e ci mancherebbe), una crisi economica spaventosa (ma le banche italiane sono sane), i piani regolatori  affidati all’iniziativa popolare (per aumentare il PIL) e la proposta di svuotare di ogni contenuto il ruolo di parlamentare delegando il voto ai soli capigruppo (facendo di quelle aule sorde e grige un bivacco per manipoli).

Il fatto più triste è che questi due anni mi hanno convinto che questo non è un paese straniero. Questa è l’Italia che noi Italiani costruiamo ogni giorno con le nostre parole, con le nostre opere e con le nostre omissioni. Sono partito due anni fa pensando che “loro”, la Casta, mi stesse privando dei miei diritti. Ora ho capito che noi siamo loro.

Se MenteCritica doveva contribuire a scardinare, anche in piccolissima parte, l’involuzione sociale del mio paese, devo dire, senza mezzi termini, che ho fallito.
Se Mentecritica era lo strumento attraverso il quale dovevo iniziare la rivoluzione interiore di cui ho teorizzato in questa mia riflessione, può darsi che, almeno in parte, abbia funzionato.

E’ per questo che da tempo, a parte questa mesta celebrazione, mi sono rinchiuso in una silenziosa solitudine. Sono alla ricerca di un me stesso migliore, qualsiasi cosa questo voglia dire.
Sono sicuro che ci potremo ritrovare solo quando ciascuno di noi avrà conosciuto il male che si porta dentro e lo avrà strizzato via.

ciaomarco

Non c’è nazione senza amore, generosità, fiducia e sacrificio. Se non siamo in grado, ciascuno di noi, di donare per quanto ci è possibile, allora la vita in Italia rimarrà quello che è oggi. Una tregua sottile e labile tra nemici non dichiarati.

Ora non ci tocca che sperare che il destino sia clemente con ciascuno di noi. Io spero soltanto di non aver tradito me stesso.

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Comandante Nebbia

Sito Originale: www.mentecritica.net

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