Stamani(1), ascoltando RaiNews24, mi sono commossa: calde lacrime, degne di una vera telenovela, sono sgorgate copiose mentre venivo a conoscenza del fatto che lo Stato italiano e il suo Governo hanno tanto a cuore i poveri disabili indifesi. Ho saputo, infatti, che, preoccupati che i poveri ammalati possano porre fine alle loro sofferenze, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha emesso un atto d’indirizzo, inviato ieri alle Regioni, che prescrive che, ospedali, cliniche, e qualsiasi struttura del Servizio sanitario nazionale, sia essa pubblica, convenzionata o privata autorizzata, non possa sospendere la nutrizione e idratazione ai pazienti in stato vegetativo permanente. La sottosegretaria Rocella, ci ha tenuto a sottolineare, come del resto l’On. Binetti del Pd, che questo era un atto dovuto per tutelare la vita e la dignità dei disabili.
Mentre il mio cuore commosso ringraziava l’Altissimo per averci dato il Ministro, la Rocella e pure la Binetti, la mia mente, notoriamente perversa e malevola, cominciava pedissequamente a ragionare su due fronti. Come mai, questo provvedimento giunge oggi, nel giorno in cui Eluana doveva essere trasferita alla clinica “Città di Udine” dove, finalmente, si sarebbe conclusa la battaglia sua e di suo padre? E, contemporaneamente, cominciai pensare ai benefici che lo Stato offre ai poveri e indifesi disabili per avere, non una morte, ma una vita dignitosa!
Una lauta pensione di ben 250 euro mensili che nei casi più gravi, come me, sono integrati da un accompagnamento di 450 euro: con questa bella sommetta, un disabile al 100% (cioè non in grado di compiere alcun atto quotidiano) dovrebbe mantenersi e, ovviamente, pagare qualcuno che lo accudisca!
Tanto per farsi 4 risate, aggiungo che, in Liguria, per esempio, per un disabile gravissimo ma, al di sotto dei 65 anni, non è previsto alcun sostegno di operatori sanitari, e la fisioterapia non viene effettuata sui pazienti cronici: se non fosse una tragedia, sarebbe una farsa! La Regione non mi ha concesso l’utilizzo di una strumentazione, V.A.C., per la cura delle piaghe: ho dovuto spendere quasi 1000 euro per averla, mentre a 10 Km da casa mia, in Piemonte, mi sarebbe stata concessa!
I disabili non hanno proprio bisogno che si legiferi sulla loro morte ma sulla loro vita! Hanno bisogno di assistenza sanitaria, di accudimento fisico e psicologico, di supporti informatici e di un minimo di considerazione come cittadini. Se c’è una cosa che mi ha colpito, nel primo discorso di Obama è stato che, tra le tante categorie che ha ringraziato, abbia citato i disabili: in Italia, nessun politico si è mai espresso in tal senso forse perché “disabile non è bello e non porta voti”. Parlare dei disabili solo in casi estremi, come quello di Welby ed Eluana”, è un modo ipocrita per salvare la faccia di fronte alla totale indifferenza che la politica dimostra per questa categoria e i suoi bisogni.
Termino parafrasando una battuta, non mia, del grande comico genovese Gilberto Govi:
“La salute senza soldi è una mezza malattia: figuriamoci la disabilità!”
- articolo originale del 18 dicembre 2008 [↩]
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