Premessa
Rinchiudi una persona in una stanza, una persona provata nel corpo e nello spirito. Offrile una stanza buia e un letto non troppo comodo, la stanchezza farà il resto.Quando le membra cominciano a sprofondare e i grovigli della mente a sbrigliarsi allora tu comincia urla con quanto fiato hai in corpo. Entra nella cella e costringi la tua vittima ad alzarsi e a camminare stringendo tra le mani un fardello delicato come il cristallo e pesante come il piombo. Cantando una ninna-nanna.
Dopo qualche minuto armati di falsa misericordia e concedi la facoltà di deporre il fardello, ma solo a patto che l’intera operazione sia compiuta con la massima precisione ed accortezza. La stessa cura di un artificiere all’opera su una bomba innescata pronta ad esplodere alla prima mossa falsa. Silenzio.
Concedi qualche breve momento di tregua. Lascia che la tua vittima torni in punta di piedi verso il suo letto. Aspetta che sia sdraiato e che il respiro sia diventato nuovamente regolare e poi ricomincia.
Urla! In piedi! Passeggiare! Deporre con cura!
Progressivamente rendi le pause sempre più lunghe. Presto non sarà più necessario calcare troppo la mano ma basterà un sussulto, una vibrazione e il sonno sarà immediatamente turbato. Presto vedrai che il sonno avrà abbandonato definitamente quegli occhi vuoti, lucidi come una biglia di vetro. L’alba.
*
Pediatra: Questa bimba ha qualche problema in particolare?
Mamma: Dottore, la piccola dorme poco!
Pediatra: Hai dei problemi? Vi sembra stanca, nervosa… provata?
Mamma e Papà, in coro: Beh, no.
Pediatra: Allora non è un suo problema, ma un problema vostro.
*
In più di una occasione mi è stato proposto questo libro. Come per i fumatori e gli indignati anche per i genitori in crisi da sonno esiste un rimedio facile, veloce e moderno. Il manuale in questione è Fate la nanna di E. Estivill e S. de Béjar il cui sottotitolo recita “il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bambino“.
In due parole: metti tuo figlio nel suo letto ogni giorno alla stessa ora, l’ora giusta. Un’ora che va bene per tutti i bambini, di tutte le età, di tutte le nazioni e continenti. Lui piangerà disperato ma tu non farti fregare, i bambini sono furbi, fai attenzione. Anche se si dispererà fino a vomitare o svenire tu lascialo li. Intervieni, ma senza prenderlo in braccio, seguendo una tabella che indica esattamente dopo quanti minuti devi entrare nella stanza e dopo quanti minuti devi uscire. Vedrai che nel giro di qualche giorno si addormenterà tranquillo e tu potrai goderti la notte. Per questi signori avere un bambino insonne significa che il demone in questione non dorme un numero di ore per te genitore insufficiente.
Ho letto alcuni forum, sul web. Ci sono mamme che scrivono (i grassetti sono miei) :
La dubbiosa
Ciao, c’è qualcuna di voi che ha usato il metodo Estivill?Vi faccio questa domanda perché l’ho usato con il mio primo figlio e mi sono trovata bene..ma lui piangeva 1 ora max un’ora e mezza prima di cedere. Arianna invece, ha nove mesi e da tre notti urla almeno 2ore e mezza se non tre.
Il figlio prima di cedere (alla disperazione dell’abbandono) piangeva solo per un’ora e mezza (una intera partita di calcio!), invece la figlia per tre ore. Questo non le ha fatto capire che questo metodo non funziona, però almeno il dubbio c’è.
Tolleranza zero
Io sono convinta che essere genitore significa anche insegnare a nostro figlio/a che c’è un limite alle cose e questo limite purtroppo a volte va trasmesso passando attraverso ai pianti (ora che è piccola o a sacrifici quando sarà più grande). Solo così si impara a dare valore alle cose, non certo dando sempre tutto indiscriminatamente.
Giustissimo. E’ sicuramente un bene per un bambino sapere che il mondo è una merda e che non ci si può fidare di nessuno, nemmeno dei propri genitori. Questi giovani d’oggi, a 6 mesi già vogliono tutto e subito.
Ordine e disciplina
A tutte le mamme scettiche: se avete letto il libro ma non lo mettete in pratica ESATTAMENTE com’è scritto, il metodo non funziona; se non ce la fate perché siete tanto sensibili al pianto del vostro bimbo, fatelo fare al papà o con il suo aiuto. Io ho applicato il metodo quando la mia bimba aveva solo 2 mesi. Ci è voluto ben 1 mese di pianti (suoi e miei), ma dopo la mettevamo a nanna senza nessun metodo: la adagiamo nel lettino e si addormenta da sola…e chi la sente più fino alla mattina seguente!!!! Se avete idea dell’importanza che ha dormire tutta la notte (voi e il bambino) vi consiglio vivamente il metodo anche se è un po’ duro. La prima regola quando lo si vuole applicare è: non mollare mai!!! I bambini sono furbi….
In questo commento sta il succo del discorso. Il metodo funziona per tutti, se con tuo figlio non funziona è colpa tua. Oppure è colpa di tuo figlio che a 2 mesi (due mesi, sessanta giorni di vita) è FURBO. Voi avete idea dell’importanza del sonno? Volete “non sentire più” vostro figlio fino al mattino seguente? Non mollate mai.
Il metodo Estivill è una cagata pazzesca
E’ proprio da stroncare. L’ho letto quando mia figlia aveva pochi mesi e mi sono voluta documentare un po’ di più sull’argomento. Ho evinto che questo metodo non ha nulla di scientifico e che semplicemente insegna ai bebè o bambini, a “rassegnarsi”. Così si dimentica che siamo dei mammiferi, e che abbiamo bisogno del contatto, anche e soprattutto fisico, con la mamma, in primis, ed anche con il babbo, naturalmente. Per fortuna ci sono anche autori (pediatri, antropoligi, etologi, etc.) che sostengono che questo metodo è tutt’altro che raccomandabile! Alla faccia dell’”attachment parenting”.
Opinione che condivido. Qualcuno dirà che forse, semplicemente, mi manca il coraggio. Sarà così, guardando queste scene mi viene la pelle d’oca, non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere.
Link esterni a Mentecritica:
- Perché non credo a Estivill
- L’educazione prussiana nel metodo Estivill
- Metodo Estivill: il “dopo”
- Estivill Boy
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